"La preghiera della pecora"

Caro Gesù,

anche se gli elogi nei confronti della pecora si sprecano,

Tu sai che questo animale non è immune da difetti.

Come quello di scartare, deviare, sbandare,

sottrarsi allo sguardo del pastore,

allontanarsi magari alla chetichella dal gregge,

e vagare per proprio conto, fino a smarrirsi.

 

Anch’io mi riconosco facilmente in questa tendenza.

Troppe volte, pur riconoscendo la voce del Pastore,

mi lascio incantare da altre voci, più suadenti.

Seguo personaggi che mi propongono pascoli più allettanti.

Oppure ho la pretesa di inventarmi una mia strada,

che è quasi sempre una strada di facilità,

divergente da quella - più aspra - che Tu vuoi farmi percorrere.

 

Gesù, ho bisogno che mi guardi.

Che Ti imprima bene negli occhi la mia fisionomia.

Oggi sono qui davanti a Te, ho l’impressione di averti trovato.

Ma chissà quante volte, in seguito,

dovrai venirmi a cercare nei luoghi più impensati.

Non Ti prometto di stare sempre con Te.

Vorrei soltanto provare sempre la gioia di sapermi cercato da Te

e avere il coraggio di lasciarmi trovare.

 

A. PRONZATO, “La novena di Natale davanti al Presepe", ed. Gribaudi.

 

Roberto Polimeni

Studioso delle tradizioni del Presepio e della festa del Natale è collezionista e artista del Presepe

 

E-mail:  info@artedelpresepio.com