"La preghiera di Giuseppe"

Caro Gesù, guardo il mite e schivo Giuseppe nel Presepio.

È apparentemente rassicurante, bonario, comprensivo,

ma in realtà si rivela personaggio scomodo

più di qualche altro.

Forse ti riferivi a lui quando parlavi di servi inutili?

lo, invece, mi ritengo sempre molto utile,

perfino indispensabile, insostituibile.

Ho bisogno di farmi valere, apprezzare, considerare.

Provo una inclinazione irresistibile a “raccontarmi”.

Temo che non imparerò mai la difficile arte di scomparire.

Signore, fammi scoprire la gioia del lavoro oscuro,

senza spettatori che ti battono sempre le mani.

Sottoponimi a frequenti e duri esercizi di nascondimento.

Caro Gesù, se vuoi utilizzarmi per fare un po’ di bene,

fa’ che compia il mio dovere, umilmente,

con coscienza e docilità alla tua Parola, fino in fondo.

Fa’ che abbia sempre l’accortezza

di tirarmi in disparte.

E se rimango inchiodato al palcoscenico,

provvedi Tu a spintonarmi via senza pietà. Amen. 

 

A. PRONZATO, “La novena di Natale davanti al Presepe", ed. Gribaudi.

 

Roberto Polimeni

Studioso delle tradizioni del Presepio e della festa del Natale è collezionista e artista del Presepe

 

E-mail:  info@artedelpresepio.com