<< Il porcile della notte di Natale >>

JOHANNES PAUSCH - GERT BOHM

"Anche le pecore nere possono pregare", ed. San Paolo, pagg. 57-59

Era una notte di Natale. Allora ero un monaco giovane, istruito e vanitoso. Me ne stavo nella mia celletta, preparandomi con letture spirituali all’importante festa. Bussarono alla porta. Fuori c’era l’anziano confratello che accudiva i porci del convento. «Ti prego - mi disse -, vieni ad aiutarmi. Non ho ancora ripulito il porcile».

Mi sentii sconvolgere. Cos’avrei dovuto rispondere? Avevo fatto la doccia e m’ero messo il saio bello. Dentro e attorno a me era già festa di Natale... e avrei dovuto andare a pulire il porcile?

Risposi: «Non succederà proprio niente se il porcile è pulito o no. Può benissimo aspettare fin dopo la notte di Natale».

L’anziano confratello disse soltanto: «No, Giovanni, non è la stessa cosa. Anche una scrofa ha bisogno del suo giorno di festa».

Restai commosso e pieno di vergogna per l’amore che l’anziano confratello aveva per le sue bestie e per il rispetto che nella sua semplicità e nel suo amore mostrava per la festa della notte santa.

Quando uno sta ben preparandosi alla festa della notte di Natale e si sforza d’orientare se stesso, i suoi pensieri, la sua casa e tutta la sua famiglia in quella direzione, potrebbe ben aspettarsi che non ci sia più, da qualche parte, un piccolo o grande «porcile» da mettere in quarantena. Qualcuno si spaventa - quella volta anch’io - se nell’imminenza o nel bel mezzo della festa un vivace e sudicio porcello fa sapere d’aspettarsi anch’esso il suo giorno di festa.

 

Anche noi uomini - come ogni medaglia - abbiamo due facce: davanti quella presentabile, da giorno festivo, e dietro quella andante, «da tutti i giorni». Ma propendiamo a mostrarci agli uomini e anche a Dio sempre addobbati come un albero di Natale.

Eppure, abbiamo anche noi i nostri lati d’ombra, che naturalmente non esibiamo volentieri. Ma giova ben poco darti a cantare con gran sentimento corali in gregoriano e alleluia e poi ramazzare sotto un angolo del tappeto le tue piccole - o anche grosse - «porcherie». Non puoi esimerti dal ripulire il tuo personale «porcile»: anch’esso fa parte della tua vita, né più né meno della facciata da festa. Non puoi andartene in giro sempre e soltanto col vestito della domenica: nella stalla, sul luogo di lavoro è fuori posto.

Gesù ci ha dato l'esempio: è venuto in una stalla, in mezzo a poveri e malati, non in mezzo a ricchi. Anche nelle altre religioni c'è qualcosa di simile.

Nella preghiera, apri a Dio la porta del tuo «porcile» e lasci che entri anche lì. Quella volta, in bel modo me lo fece capire il mio anziano confratello. Il suo esempio vale anche per la preghiera: in cui, appunto, lasci vedere anche i tuoi lati non buoni. Allora puoi chiedere a Dio che t’aiuti a far pulizia anche nei tuoi sgabuzzini di sgombro, che non ti lasci solo neppure nel tuo «porcile». È una preghiera e una domanda che Dio solidarizzi non soltanto con i tuoi pensieri pii, ma anche con le tue debolezze e i tuoi errori, con i tuoi lati oscuri e perfino quando ti trovi nel caos.

Di ciò diede una volta un sorprendente esempio un ministro dell’economia d’un Land austriaco. Durante una visita di Stato, non esitò a mostrare al suo collega cinese lo stallaggio delle pecore nella sua cascina. Pensava: se l’illustre ospite cinese vuole sul serio capire come si vive e si lavora qui da noi, allora deve vedere anche la mia stalla. Accompagnatori e ospiti rimasero colpiti da quel candore, che trasformava un’anodina visita di Stato in una partecipata esperienza di vita.

Alla stessa e identica maniera funzionano le cose nella preghiera, quando uno non si riduce più a mostrare a Dio soltanto i suoi lati buoni e belli, ma l’invita a guardare anche le sue debolezze e i suoi errori.

 

JOHANNES PAUSCH, o.s.b. è monaco benedettino e psicoterapeuta. E' fondatore e superiore del convento europeo Gut Aich di St. Gilgen in Austria.

 

GERT BOHM, dopo aver lavorato nelle redazioni di giornali, è oggi libero giornalista.

 

 

Roberto Polimeni

Studioso delle tradizioni del Presepio e della festa del Natale è collezionista e artista del Presepe

 

E-mail:  info@artedelpresepio.com